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Mobile app aziendali in stallo: si torna ai siti responsive. Gartner spiega perché by luca nogara

Più del 25% delle aziende globali non ha pubblicato mobile app negli ultimi 12 mesi. Tra i motivi spicca la lentezza nello sviluppo, che spinge i manager delle line of business ad "aggirare" il dipartimento IT. Intanto si sentono già gli effetti dell’era post-app: a governare saranno bot, assistenti virtuali e wearable device

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Un quarto delle grandi aziende mondiali non ha messo in cantiere mobile app nell'ultimo anno. E le organizzazioni che lo hanno fatto, hanno distribuito una media di otto applicazioni mobili, un dato che è rimasto invariato se confrontato con il 2016. Lo rivela un recente studio firmato da Adrian Leow, research director di Gartner. Guardando alla media delle aziende interpellate (163 gli intervistati tra professionisti IT e business leader di grandi aziende presenti in Usa, Regione Emea, America Latina e area Asia/Pacific), pare che attualmente ci siano poco più di 2 applicazioni ad azienda in fase di sviluppo e circa 6/7 quelle in pianificazione per i prossimi 12 mesi.

Ma non dovevamo entrare nell’era dell’app economy?

“Molti team IT avranno ritardi significativi nel completamento delle fasi di sviluppo delle applicazioni aziendali, aumentando di conseguenza il rischio che le line of business (LOB) aggirino l’IT stesso per ottenere risposte più rapide”, è il primo commento di Leow. “È ormai tempo che questi team ridefiniscano le loro priorità ed estendano il controllo e la pianificazione anche sulle app per dispositivi mobili altrimenti i rischi di erosione dei budget IT e la perdita di valore del dipartimento IT si innalzeranno ulteriormente”.

È finito il tempo delle mobile app native?

Analizzando in dettaglio i numeri relativi alle previsioni delle aziende, “è incoraggiante vedere una crescita significativa del numero di applicazioni mobili che sono ‘in lavorazione’ o previste per i prossimi mesi - commenta Leow - ma è sconfortate notare come la maggior parte della crescita la registreranno applicazioni web fruibili anche da dispositivi mobili (cioè applicazioni web responsive) e non mobile app native. Significa che molte aziende, frustrate dallo sviluppo di app mobili, si stanno rifocalizzando sui siti responsive per rispondere alle esigenze Mobile"

 

Ma c’è un’altra interessante chiave di lettura che emerge dall’indagine di Gartner: il 52% degli intervistati afferma di aver intrapreso percorsi di esplorazione o addirittura adozione di bot, chatbot e assistenti virtuali all’interno dei processi di sviluppo di mobile app, un quadro singolarmente molto innovativo considerando la natura piuttosto giovane di queste tecnologie.

È l’era post-app, ma c’è ancora qualche barriera da superare

Il fenomeno viene “classificato” dalla società di analisi americana come era delle post-appche non va in contrapposizione né sostituisce l’app economy ma caratterizza un nuovo periodo storico dove le app tradizionali - scaricabili da un app store e installate sui device mobili - rappresenteranno solo una parte delle funzionalità e dei servizi che potranno essere erogati agli utenti mobili (attraverso vari sistemi IoT, wearable device nonché bot e assistenti virtuali stessi).  

Le prospettive sembrano rosee ma ci sono ancora alcune barriere da superare, avverte Leow. Secondo lo scenario che emerge dall’indagine condotta alla fine del 2016, infatti, la mancanza di budget, le lacune nelle competenze degli sviluppatori e il poco tempo a disposizione rappresentano ancora barriere molto diffuse e impediscono che si “faccia il salto” verso uno sviluppo applicativo più efficace. Tra gli altri limiti rilevati, anche la difficoltà di trarre benefici economici diretti dal rilascio delle applicazioni mobile, criticità che però Leow attribuisce alla “mancanza di comprensione delle esigenze del cliente da parte dei team di sviluppo”.

L’analisi di Leow non si ammorbidisce nemmeno quando entra nel dettaglio della spesa IT e di come questa viene allocata per lo sviluppo applicativo: “nonostante gli intervistati dichiarino nel 68% dei casi di prevedere un aumento della spesa per le mobile app, la media delle proporzioni ci dice che solo l’11% del budget totale dedicato al software viene destinato alle applicazioni mobili”.

In questo caso, il vecchio detto “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare’ sembra più che mai appropriata.

I robot prenderanno il posto dei colletti bianchi? No, se si punterà sull'integrazione by luca nogara

A partire dal 2022 l'intelligenza artificiale metterà a rischio anche le posizioni con competenze più qualificate in ambito Legal, Finance e IT: CIO e funzione HR dovranno trovare il giusto equilibrio nel tracciare le regole della convivenza tra uomo e macchine, e le nuove strategie di assunzione. Il punto di Gartner

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Anche i profili professionali di alto livello subiranno la concorrenza delle macchine. Almeno secondo Gartner, che nel report "Prepare for when AI turns skilled practices into utilities" prevede che a partire dal 2022 i professionisti più qualificati degli ambiti finanziario, legale e informatico saranno eguagliati se non superati nello svolgimento delle loro mansioni dall'intelligenza artificiale (AI), che si manifesterà in azienda attraverso smart machine e robot.

«AI e machine learning renderanno alcune delle attività svolte oggi da professionisti qualificati funzioni a basso costo», conferma Stephen Prentice, Vice President and Gartner Fellow, «e questo porterà molte industry a rivedere completamente modelli organizzativi e strategie di business, visto considerando che settori attualmente ad alto margine, sulla spinta di tecnologie che trasformano lavori complessi in semplici servizi informatici acquistabili a cottimo, si trasformeranno in vere e proprie utilities».

Uno degli ambiti più coinvolti, secondo Prentice, sarà quello legale. Oggi un avvocato deve affrontare un lungo percorso formativo per maturare le competenze e le conoscenze necessarie a svolgere la propria mansione. Lo stesso può dirsi di una macchina: attualmente i sistemi AI necessitano di tempo e investimenti per costruire il proprio know how e sviluppare determinate specializzazioni. La differenza con un essere umano è che una macchina, una volta addestrata, può replicare le proprie funzioni virtualmente all'infinito. Se un'azienda invece ha bisogno di più avvocati, deve assumerli, con tutto quel che ne consegue sul piano dei costi.

Anche il Finance subirà un importante scossone: attività come l'analisi per la concessione di prestiti e l'assicurazione dei crediti possono già essere automatizzate. Ma se da una parte l'AI ridimensionerà la forza lavoro, specialmente rispetto alla gestione dell'ordinaria amministrazione, dall'altra permetterà di dirottare le risorse fino a ora impegnate in attività ripetitive sullo sviluppo e sull'erogazione di servizi a maggior valore.

Questa trasformazione è inevitabile anche rispetto al comparto dell'IT, e in maniera trasversale i CIO devono preparare l'organizzazione a un drastico cambiamento rispetto allepriorità nei processi di assunzione. «L'AI è naturalmente più efficace nell'affrontare task ben definiti e con obiettivi chiari, mentre l'intervento umano continuerà a essere preponderante là dove i problemi sono di definizione più complessa», continua Prentice.

«Una cosa non esclude l'altra, macchina e uomo possono collaborare e non dimentichiamoci che quando cambiano le condizioni di base è sempre l'uomo che indirizza la macchina». Così Prentice raccomanda ai Chief Executive Officer di sfruttare i piani aziendali di medio termine per immaginare e pianificare insieme all'ufficio HR, un giusto equilibrio tra skill umane e capacità dell'AI. Troppa automazione rischia infatti di rendere l'impresa poco flessibile, ma porre i giusti limiti tra un ambito e l'altro si rivelerà utile anche per rassicurare i collaboratori rispetto a paventate invasioni di campo da parte dei robot.

I 9 trend dell’IT nei prossimi mesi, secondo Gartner: tra edge computing, cloud, e Io by luca nogara

Gartner ha riassunto quali saranno le principali tendenze IT del 2017. Anche se non si tratta di argomenti del tutto nuovi, sarà la loro evoluzione ad avere un impatto significativo sui team IT e sui carichi di lavoro dei data center. La governance sarà in mano a 5 professionisti chiave

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Data center interconnessi, invisibili, containerizzati, capaci di orchestrare l'evoluzione di una Internet of Things pervasiva. La governance sarà in mano a nuove figure chiave, sempre più specializzate nei vari cluster di pertinenza che caratterizzano lo sviluppo dei data center di domani, incentrati su chiavi di servizio sempre più sofisticate e performanti.

Quali sono le  tendenze che continueranno a definire il ruolo dei professionisti IT e le competenze che questi ultimi dovranno avere per gestire i data center del prossimo futuro?

Se ne è parlato ad Orlando lo scorso mese, in occasione dell'IT Operations Strategies and Solutions Summit di Gartner. Gli esperti hanno analizzato i top trend del 2017 in ambito IT per far luce su quali saranno gli elementi che avranno un impatto maggiore sugli operatori del settore.

1) I data center tradizionali scompariranno

I tradizionali data center on premise stanno diminuendo di giorno in giorno. Il motivo? Le leggi di mercato. Per le aziende oggi esistono delle alternative più efficienti ed economicamente convenienti. Gli analisti di Gartner hanno rilevato che oggi circa l'80% dei carichi di lavoro aziendali si esegue on premise e il restante 20% si trova sul cloud o su impianti esternalizzati, mentre entro il 2021 la percentuale dei workload eseguiti localmente scenderà a circa il 20-25%, a tutto vantaggio delle soluzioni cloud e off-premise. Il concetto di data center as a service (DCaaS) ha guadagnato terreno poiché le imprese hanno spostato il proprio focus dall’infrastruttura alle applicazioni. Ma la scelta di cloud, outsourcing, SaaS, PaaS, risorse umane as a service e DCaaS non sono proposte poi così estreme. Gli esperti ritengono che un solo delivery model probabilmente non supporterà tutte le esigenze di un'organizzazione e che gli operatori, probabilmente, dovranno utilizzare diversi modelli per raggiungere diversi obiettivi.

2) I data center saranno interconnessi

La connettività è un elemento caratteristico della moderna tecnologia dei data center, ma la crescita del cloud e di altri servizi off-premise la metterà ancora più al centro dei processi operativi, utilizzando i collegamenti in fibra per la connettività ad alta velocità e di lunga distanza.

Secondo gli esperti, le interconnessioni future fonderanno data center e risorse in modo molto simile alle reti peer-to-peer. Questo metterà le prestazioni e la resilienza della connettività dei provider di cloud e software-as-a-service alla pari con le risorse  di calcolo e archiviazione  private on-premises, oltre a offrire flessibilità e agilità su scala più vasta.

3) I container cambieranno le applicazioni

I container continuano a essere una delle principali tendenze dell’IT aziendale. Questo perché consentono nuove forme di sviluppo e implementazione delle applicazioni che non sarebbero possibili persino con centri dati virtualizzati.

Mentre questo scenario rappresenta un terreno fertile per gli sviluppatori, ai professionisti IT richiede di implementare e supportare i container, oltre ad affrontare nuovi problemi di gestione relativi al loro utilizzo, come governance, licenza software e così via. Gli esperti evidenziano che per creare, monitorare, gestire e distruggere i container gli operatori devono garantire un'infrastruttura solida, organizzando e monitorando tutte le risorse utilizzate per farli funzionare.

 

4) L’IT, se saprà innovarsi, guiderà il business

I leader aziendali comprendono il ruolo svolto dai servizi IT in azienda e la loro importanza per il successo del business, ma gli analisti sottolineano come l’era dell’ IT in-house che dà ordini su applicazioni, servizi e tecnologie utilizzate dalle unità di business sia terminata. La rapida crescita del cloud pubblico, del SaaS e di altri servizi concorrenziali ha posto sulla difensiva i modelli IT  tradizionali: non c'è più bisogno di aspettare che l’IT possa valutare, raccomandare o distribuire servizi e carichi di lavoro quando esistono opzioni efficaci che possono essere impegnate più velocemente e con meno problemi nelle line of business.

Gartner fa notare come oltre il 20% della spesa IT aziendale, attualmente, sia  fuori dal controllo IT e come ciò rappresenti una sfida per l’IT che deve sapersi innovare e ripensare il suo ruolo di abilitatore di servizi e broker.

5) La stranded capacity dovrà essere identificata e ridotta

Il concetto di stranded capacity non è certo una novità, ma la velocità e l’agilità dai moderni modelli di calcolo rendono i problemi di sprawl molto più pronunciati e potenzialmente costosi. Gli analisti di Gartner hanno riferito che il 22% delle istanze di calcolo oggi sono invisibili, ovvero sono istanze che eseguono e consumano risorse, ma non forniscono alcun valore all'attività. Il 40% dei rack non è adeguatamente approvvigionato e i server eseguono solo il 32%. Tutto questo si traduce in sprechi di risorse, ovvero in costi inutili per l’organizzazione.

6) Internet of Things in emersione

L'internet delle cose è diventato rapidamente uno dei trend principali in ambito IT, grazie alla sua capacità di sfruttare enormi quantità di dati in opportunità mai viste prima sia per le vendite, il controllo e l'analisi dei processi. I dispositivi IoT possono velocizzare i tempi di vendita con funzionalità predefinite, elevata scalabilità, supporto per i fornitori e un ecosistema di fornitori abbastanza completo. Nonostante ciò, gli esperti notano che i dispositivi reali e gli stack di software utilizzati nelle distribuzioni IoT sono ancora in fase di definizione e che il settore soffre ancora della mancanza di uno standard.

7) I dispositivi remoti devono essere gestiti

L’Internet of Things richiede che i team IT gestiscano anche  i dispositivi remoti - le cose dell’internet, appunto!  - e ciò rappresenta una sfida logistica non da poco: significa occuparsi di installare, configurare, gestire, sostituire o ritirare ogni dispositivo remoto presente nell'ambiente.

8) Micro ed edge computing meritano attenzione

Invece di investire in una larghezza di banda di rete più costosa, molte organizzazioni impiegano risorse di calcolo su piccola scala e risorse di archiviazione più vicine alla posizione del lavoro effettivo: questa strategia è conosciuta come edge computing. Tuttavia, tali sforzi di elaborazione remota o pongono di fronte ai responsabili IT altri tipi di problemi, come la resilienza e la manutenzione. Le aziende devono pertanto considerare con attenzione i requisiti e le vulnerabilità di una piattaforma di calcolo remoto.

9) Guardare avanti verso i nuovi ruoli dell’IT: le 5 figure chiave della governance

Queste tendenze e la mutevole relazione tra business e IT hanno generato nuovi ruoli nel settore.

  1. Secondo gli esperti, per esempio, l’architetto dell’Internet of Things sarà colui il quale selezionerà e implementerà i componenti di un sistema IoT per garantire una corretta gestione e integrazione con altre infrastrutture e software di data center.
  2. Il cloud sprawl specialist, invece, monitorerà l'utilizzo delle risorse nel cloud pubblico e privato e applicherà politiche rivolte a ridurre al minimo gli sprechi. Lo strategy architect sarà la figura che esaminerà le infrastrutture esistenti e fornirà indicazioni per ottimizzarle, individuando le tecnologie necessarie per conseguire gli obiettivi aziendali.
  3. Uno specialista di capacità e risorse, invece, si occuperà di analizzare le risorse per il business con il fine di individuare, ove possibile, alternative a costi più accessibili.
  4. Gli esperti ritengono che alla figura del broker and provider specialist, invece, verrà demandato il compito di identificare i migliori servizi di business tra quelli offerti dalla gran quantità di potenziali fornitori per guidare l'azienda verso l’impiego di servizi convenienti capaci di integrarsi con altre piattaforme di business.
  5. Infine, un esperto di performance ed end-to-end si occuperà di application performance management per garantire che i carichi di lavoro operino con la massima efficienza e la soddisfazione degli utenti.