PMI

I 6 buoni motivi sul perché utilizzare al meglio ERP in Cloud by luca nogara

  1. Mette ordine al tuo lavoro e semplifica l'emissione delle fatture
  2. Ti informa quando le tue fatture vengano consegnate e scaricate dai tuoi clienti
  3. Sollecita i clienti in automatico quando le fatture arrivano a scadenza
  4. Permette al tuo commercialista di accedere direttamente alle tue informazioni e ridurre cosi la possibilità di errori legati allo scambio delle informazioni
  5. Ti aiuta a ricordare e trovare le informazioni in modo rapido e intuitivo ogni volta che ne hai bisogno
  6. Ti libera dai backup o da altri problemi tecnici, perché nel CLOUD i tuoi documenti sono al sicuro da virus e perdite accidentali, e disponibili in ogni momento anche quando sei fuori ufficio

 

E’ arrivato il regolamento europeo della Privacy. La tua azienda è pronta? by luca nogara

 ICT4Innovation può aiutare le aziende e le organizzazioni ad affrontare i nuovi requisiti

 

In data 14 aprile 2016 è stato approvato il Regolamento Europeo che in Italia sostituirà il Codice Privacy.
Il Regolamento entra in vigore entro 45 giorni dalla data di approvazione e le aziende avranno due anni di tempo per adeguarsi. Il regolamento sarà immediatamente esecutivo e quindi non richiederà la necessità di recepimento da parte degli Stati membri.
L’entrata in vigore di questo Regolamento permetterà che le stesse direttive siano contemporaneamente in vigore in tutti gli stati membri UE uniformandoli sotto un unico codice.Il Regolamento introduce nuove tutele a favore degli interessati, e nuovi obblighi a carico dei Titolari.Il Regolamento Europeo avrà anzitutto gli obiettivi di garantire:

 

  • una maggiore protezione dei dati, anche alla luce delle sempre nuove tecnologie digitali utilizzate per il loro trattamento e conservazione, allo stesso tempo semplificando alcune procedure, evitando una eccessiva burocratizzazione;
  • una maggiore armonizzazione normativa a livello dell'intera UE, evitando palesi discrepanze nella gestione dei dati, le quali comportano attualmente un evidente danno e disorientamento per gli utenti.


Le aziende e le organizzazioni in genere, pubbliche e private, saranno chiamate a:

  • formare e nominare il "Data Protection Officer - DPO" (ossia il “responsabile della protezione dati”): obbligatorio per le aziende private con trattamenti di dati particolari, nonché in tutte le pubbliche amministrazioni. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito del garante privacy. Maggiori informazioni qui
  • eseguire il "data protection impact assessment", ossia effettuare una valutazione complessiva dell'impatto-privacy all’interno dell’azienda o della pubblica amministrazione, che permetta di applicare idonee misure di sicurezza tecniche e organizzative, secondo le definizioni del nuovo Regolamento;
  • tenere il registro delle attività di trattamento; riguarda le aziende con più di 250 dipendenti o quelle che trattano dati particolari, comprese quelle piccole che svolgono servizi in outsourcing quali responsabili del trattamento (ad es.: gli installatori di sistemi di videosorveglianza);
  • notificare all'Autorità competente ed agli stessi utenti le violazioni dei dati personali (così detti “data breach”), avvenute al proprio interno (es. accessi abusivi, usi non consentiti, perdita di una “chiavetta”), entro un termine rapidissimo (72 ore dalla scoperta della violazione).
  • applicare il principio generale denominato "privacy by design", cioè la necessità di tenere in debito conto la privacy durante tutto il ciclo di vita dei dati, già dal momento della progettazione di un prodotto o servizio;
  • consentire agli interessati il "diritto all’oblio", ossia la possibilità di decidere quali informazioni possano continuare a circolare (in particolare nel mondo on-line) dopo un determinato periodo di tempo, fatte salve specifiche esigenze (ad esempio, per rispettare obblighi di legge);
  • consentire agli interessati il diritto alla "portabilità del dato" (ad es. nel caso in cui si intendesse trasferire i propri dati da un soggetto giuridico ad un altro, come nel cloud computing).

 contattaci qui o chiamaci allo 0423 565517 per maggiori informazioni o per un risk assessment del tuo business

 

FINANZIAMENTI PER LE AZIENDE by luca nogara

Nel 2013 con il “Decreto del fare”, nel 2015 all’interno della “Legge di stabilità” e ora con un decreto attuativo del 25 gennaio 2016, la norma “Beni strumentali – Nuova Sabatini” è alla sua terza edizione.

 

 

Si tratta di un’agevolazione introdotta dal Governo con il fine di stimolare la ripresa economica e che prevede la concessione di finanziamenti alle PMI per investimenti in beni strumentali d’impresa, tra cui anche hardware e software gestionale. A garanzia dei finanziamenti, che le imprese possono richiedere a banche o a società di leasing, vi è un plafond costituito presso la Cassa Depositi e Prestiti – CDP , nonché un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico. 

In ragione del suo indubbio successo, lo strumento è stato riproposto anche per il 2016 con pubblicazione su Gazzetta Ufficiale del D.I. 25 gennaio 2016, cioè del decreto attuativo delle misure di accesso al credito, che stabilisce anche le modalità di concessione ed erogazione delle agevolazioni.

PRINCIPALI NOVITÀ 2016 PER ACCEDERE AI FINANZIAMENTI

Tra le novità introdotte dalla Sabatini ter c’è innanzitutto la semplificazione delle modalità di accesso ai contributi.

La norma prevede infatti che i contributi a favore delle PMI possano essere concessi anche a fronte di finanziamenti erogati da banche e da società di leasing a valere su una provvista diversa dall’apposito plafond della CDP.

 In tal modo le aziende potranno scegliere la tipologia di finanziamento che presenta le condizioni più favorevoli.

 

ALTRE NOVITÀ IMPORTANTI DELL’ITER DA SEGUIRE SONO:

  1. la previsione di un’unica richiesta di prenotazione del contributo, da effettuarsi entro il 6 di ogni mese a cura di istituti di credito e/o società di leasing, direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico - MISE, che ha il compito di verificare la disponibilità dei fondi
  2. compete solamente al legale rappresentante dell’impresa sottoscrivere la dichiarazione di ultimazione dell’investimento e la richiesta di erogazione della prima quota del contributo
  3. la revoca del contributo in caso di mancato rispetto dei termini - che si devono considerare perentori - relativi all’ultimazione dell’investimento e di trasmissione della richiesta di erogazione della prima quota.

Il finanziamento bancario o in leasing finanziario, cui è subordinato il riconoscimento del contributo da parte del Ministero, deve essere deliberato entro il 31 dicembre 2016 da una banca/intermediario finanziario aderente alla convenzione.

Si ricorda, infine, che le domande per l’accesso al credito possono essere presentate a decorrere dal prossimo 2 maggio 2016