eProcurement

Polimi, l’eCommerce B2B in Italia vale 310 miliardi: «Il 14% di tutte le interazioni business è digitale» by luca nogara

Gli scambi di informazioni e le transazioni tra imprese via web o EDI crescono del 19% in un anno. Più di metà delle grandi aziende, e una PMI su 4, usano soluzioni eProcurement, eSupply Chain Execution o Collaboration. Censiti 430 Portali B2B ed Extranet, 250 Portali eProcurement, e 150 milioni di documenti scambiati via EDI. Tutti i dati del report 2017 dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica ed eCommerce B2B del Politecnico di Milano

fonte: digital4.biz - puoi leggere l'articolo originale qui 

310 miliardi di euro. Questo il valore raggiunto in Italia nel 2016 dall’eCommerce B2b, la gestione delle transazioni tra imprese tramite soluzioni digitali: un valore cresciuto del 19% in un anno, e che rappresenta il 14% del totale delle transazioni tra le imprese (B2B) nel nostro Paese, che nel 2016 è stato di 2200 miliardi di euro. Questi i principali dati dell’edizione 2017 dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica ed eCommerce B2B del Politecnico di Milano, presentata stamattina.

«Il 14% del totale degli scambi B2B è un valore significativo, ma ancora marginale - ha detto Alessandro Perego, Direttore Scientifico Osservatori Digital Innovation e Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2B- Sono ormai 15 anni che studiamo l’uso del digitale per gestire le transazioni e la collaborazione B2B tra le imprese: è uno dei temi meno “sexy” della digital transformation italiana, molto meno dell’Intelligenza Artificiale per esempio, eppure ne costituisce le fondamenta. È una battaglia culturale, e vogliamo contribuire a far capire che i benefici sono enormi, e vanno ben oltre quelli della dematerializzazione e della fatturazione elettronica: per questo abbiamo ampliato il nome dell’Osservatorio per comprendere tutto l’eCommerce B2B».

Automotive e Farmaceutico le filiere più "digitalizzate"

La metà del valore dell’eCommerce B2B italiano, spiega il report, si concentra nel rapporto tra produttori e rivenditori, mentre il 30% scaturisce da scambi tra produttori e fornitori, e il restante 20% dai rapporti grossisti-rivenditori e produttori-grossisti. 120mila imprese italianenel 2016 hanno usato soluzioni di eCommerce B2B, il 20% in più dell’anno precedente. Tra esse c’è oltre la metà delle grandi imprese italiane, e più di una PMI su 4.

Distinguendo per comparti merceologici, Automotive (80 miliardi di euro), Largo Consumo (65 miliardi) e Farmaceutico (18 miliardi) sono i primi 3 settori in Italia per volume di scambi di eCommerce B2B. L’Automotive si conferma al primo posto anche per l’incidenza dell’eCommerce rispetto al totale del transato B2B (ben il 70%), quasi eguagliato però dal Farmaceutico (67%).

L’Osservatorio classifica le soluzioni eCommerce B2B in tre categorie: eProcurement (ricerca, qualificazione e certificazione fornitori, negoziazione su strumenti digitali, eCatalog), eSupply Chain Execution (fasi logistiche, commerciali, amministrative e contabili), eSupply Chain Collaboration (pianificazione, sviluppo nuovi prodotti, gestione della qualità).

«Circa il 75% del valore dell'eCommerce B2b scaturisce dall’uso di applicazioni di eSupply Chain Execution, perché le imprese negli ultimi anni si sono concentrate soprattutto sul recupero di efficienza digitalizzando il Ciclo Order-to-Pay – ha spiegato Irene Facchinetti, Direttore dell'Osservatorio -. Le soluzioni di eProcurement ed eSupply Chain Collaboration invece sono usate per lo più da poche grandi imprese e incidono molto meno sui volumi complessivi scambiati».

 

Per quanto riguarda l’eSupply Chain Execution, l’Osservatorio distingue tra connessioni EDI e portali B2B/Extranet. Nel primo caso (reti EDI) oltre 150 milioni di documenti digitali (+36% rispetto al 2015) - soprattutto fatture, ordini, conferme di spedizione - sono stati scambiati nel 2016 tra oltre 12.000 imprese (+9%), il 96% delle quali appartiene a soli 5 settori: Automotive, Elettrodomestici/Elettronica di Consumo, Farmaceutico, Largo Consumo, Materiale Elettrico. Quanto a Extranet e Portali B2b, sono circa 430, utilizzati principalmente dalle grandi imprese per interagire con ecosistemi frammentati o piccole imprese.

C’è poi anche il Sistema di Interscambio (SdI) per interagire con la Pubblica Amministrazione (e non solo), già adottato al 31 dicembre 2016 da oltre 900.000 imprese, con cui l'anno scorso sono state scambiate oltre 30 milioni di Fatture Elettroniche nel Tracciato FatturaPA.

Passando all’Procurement, in Italia sono quasi 250 i grandi Portali che supportano sia i processi di selezione e qualifica dei fornitori sia le fasi di negoziazione e acquisto. Nel 60% dei casi i Portali sono cataloghi elettronici, prevalentemente per l’acquisto di beni e servizi indiretti (utensileria, articoli per ufficio, ecc.). Nel restante 40% dei casi gestiscono anche lo scambio di documenti del Ciclo dell’Ordine.

Quanto all’eSupply Chain Collaboration, l’adozione di queste soluzioni resta limitata. Fanno eccezione pochi grandi attori che hanno deciso di scambiare con clienti e/o fornitori informazioni “strategiche” (dati di sell-out, livelli di stock, piani di produzione, previsioni di vendita) oltre a quelle “operative” (Ordini, Fatture). C'è interesse per le collaborazioni nei processi di Marketing e Comunicazione (30% delle imprese), meno nello sviluppo congiunto di nuovi prodotti (14%).

Infine oltre il 60% delle grandi imprese intervistate dall'Osservatorio indica tra le priorità di investimento per i prossimi tre anni progetti digitali a supporto del ciclo Order-to-Pay, e dei processi interni (Gestione Elettronica Documentale, Conservazione Digitale). Tre imprese su 4 dichiarano tra le priorità almeno un progetto collaborativo (Marketing o Monitoraggio della Supply Chain). Prioritarie solo per un’impresa su 5, invece, le soluzioni di eProcurement.

«Tirando le somme, il valore dell'eCommerce B2b resta ancora marginale in termini di incidenza sul transato delle imprese in Italia, ma è in sensibile crescita – ha sottolineato Facchinetti -. Rispetto allo scorso anno, oltre a un incremento del dato di circa il 20%, abbiamo in generale riscontrato una maggior sensibilità delle imprese per le opportunità offerte dall’eCommerce B2b, inteso come ripensamento in chiave digitale del modo in cui un’organizzazione funziona e si relaziona con i propri clienti e fornitori. Ma deve diventare una priorità per tutte le imprese e per il Paese».

 

Automazione dei processi d'acquisto, i consigli di Gartner per affrontare il cambiamento by luca nogara

Con la diffusione delle applicazioni Cloud e dei nuovi strumenti di machine learning, i prossimi tre anni saranno decisivi per l'eProcurement. Per arrivare preparate le aziende dovranno prima organizzare le informazioni e scegliere le giuste soluzioni con vendor e supplier

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Sono diversi i trend tecnologici che stanno attraversando, in maniera più o meno evidente, il mondo del Procurement. Secondo Gartner, da qui al 2020 assisteremo a una rivoluzione che ridefinirà molte delle abitudini consolidate e dei processi che caratterizzano oggi le attività di acquisto. Si parla naturalmente di e-invoicing, e-sourcing e supplier information management, che rappresentano alcuni degli strumenti già ampiamente diffusi, ma anche di approcci strategici guidati dall'introduzione di sistemi basati su Cloud e Artificial Intelligence.

Entro il prossimo triennio, prevede Gartner, più del 70% degli investimenti tecnologici su Procurement e processi di approvvigionamento sarà dedicato a soluzioni distribuite tramite la Nuvola, che pesa già per il 90% rispetto a tutte le nuove implementazioni Procure-to-Pay (P2P) nel settore privato come in quello pubblico. Alla ricerca di maggiore semplificazione, già a partire dal 2019 i vendor smetteranno di fornire portali orizzontali pre-confezionati capaci di supportare ciascuna delle interazioni coi partner della supply chain, in favore di una maggiore flessibilità delle applicazioni. Mentre dall'anno prossimo le piattaforme di P2P che tengono conto dei prezzi correnti riusciranno a garantire due volte i risparmi di quelle che non hanno questa capacità. Il futuro però non è tutto rose e fiori: secondo la società di consulenza, la modesta adozione di soluzioni all'avanguardia che ha contraddistinto il mondo del Procurement negli ultimi anni limiterà la penetrazione delle tecnologie smart (basate su machine learning e algoritmi ad hoc) al 10% del mercato potenziale.

 

Recuperare terreno si può, a patto di sposare una strategia “Cloud First”, che permette di accelerare l'intera organizzazione sul piano della digital transformation, allargando la vista sulle soluzioni disponibili sul mercato e migliorandone per questo l'accesso. Al tempo stesso è necessario valutare approfonditamente l'apporto che gli strumenti analitici (anche i più avanzati, come il già citato machine learning) possono fornire rispetto all'automazione e all'ottimizzazione dei processi, specialmente ora che il passaggio verso il paperless, secondo Gartner, ha superato il punto di non ritorno, integrando anche supporti tradizionalmente elettronici ma non strutturati, come per esempio le mail.

Prima di investire in nuove tecnologie, però, Gartner consiglia di consultare non solo i vendor, ma anche i fornitori chiave - oltre che una rappresentanza di supplier minori - per valutare insieme quale percorso di digitalizzazione può essere intrapreso e integrato più facilmente a tutto vantaggio del ROI dei soggetti coinvolti. Passo fondamentale, nel momento in cui si coinvolgono i partner per le implementazioni di soluzioni predittive avanzate è classificare e ordinare le informazioni e le serie storiche che saranno date in pasto ai nuovi sistemi. Allo stesso modo, nel momento in cui intendono potenziare il Contract Lifecycle Management (CLM) in questo senso, le aziende devono conoscere le basi per permettere agli applicativi P2P e ai virtual assistant, costruiti su tecnologie NLP (natural-language processing) di accedere ai file. Anche se dematerializzati, infatti, nel momento in cui i contratti si trovano in silos separati, i sistemi non possono accedervi per catturare, estrarre e processare i dati utili a costruire previsioni e insight. E tutto questo senza considerare il risk management e le difficoltà che comporta il trattamento e la condivisione di informazioni sensibili. Il futuro, dunque, è vicino (oltre che inevitabile), ma per raggiungerlo bisogna preparare attentamente la strada.

 

L'Ufficio Acquisti nell'era digitale: l'eProcurement a portata anche delle PMI by luca nogara

Negli ultimi anni si sono affermati modelli di gestione degli approvvigionamenti che risolvono l'intero processo source-to-pay utilizzando piattaforme digitali. Ecco come l'eProcurement riduce costi e tempi di tutte le attività, dallo scouting dei fornitori alla fatturazione elettronica, e perché oggi è uno strumento indispensabile anche per le piccole e medie imprese

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L’eProcurement (Electronic Procurement) è il processo di approvvigionamento elettronico di beni e servizi attraverso l’uso di piattaforme digitali basate sul Web. Questo tipo di sistemi fa capo a un complesso di regole, modalità organizzative e procedure che comprendono l’impiego di software e tecnologie Internet e di commercio elettronico (eCommerce) che vengono utilizzati tra aziende e aziende (eCommerce B2B o Business to Business), tra aziende e privati (eCommerce B2C o Business to Consumer) o tra aziende e istituzioni pubbliche (B2G o Business to Government).

Le piattaforme di eProcurement possono arrivare a supportare l'intero processo Source to Pay (S2P). L’intero ecosistema S2P è a sua volta composto da macro processi S2C (Source to Contract) e P2P (Procure To Pay). Il primo più orientato alle azioni strategico decisionali, quali ad esempio il monitoraggio e analisi della spesa, governance e tracciabilità del processo negoziale, analisi e valutazione del parco fornitori e relativi rischi e performance. Il secondo, invece, è focalizzato sugli aspetti transazionali-operativi inerenti l'acquisto del bene e servizio richiesto e includono la selezione, utilizzando cataloghi online, l’emissione dell’ordine e relativa entrata merce, fino alla ricezione delle fatture e al pagamento dei fornitori.

Come funziona l'eProcurement e quali sono i punti di forza

Le soluzioni utilizzate si basano su tecnologie di interscambio dei dati standardizzate comeElectronic Data Interchange (EDI) o XML che si interfacciano a software gestionali e soluzioni più evolute come gli ERP (Enterprise Resource Planning).  

I punti di forza di una soluzione digitale di eProcurement si possono sintetizzare in 4 punti chiave: 

  1. informazioni gestite in house o in cloud, fruibili in multicanalità, garantite da modalità di accesso via web browser  
  2. tracciabilità di tutte le attività svolte dall’acquirente e dal fornitore per garantire massima trasparenza in caso di controversie 
  3. continua e persistente disponibilità dei dati e delle informazioni gestite e/o caricate, grazie a sistemi e procedure di disaster recovery e alta affidabilità che garantiscono la business continuity 
  4. altissime garanzie di sicurezza, tracciabilità, trasparenza e continuità, verificate e certificate da enti terzi accreditati, che tutelano il cliente

eProcurement per le PMI

Un tema rilevante per le piccole e medie imprese (PMI), dotate generalmente di uffici acquisti di dimensioni limitate in cui i professionisti spesso devono dividersi su diverse attività, è il carico di lavoro e le competenze necessarie per passare e operare su piattaforme digitali. Per esempio nella gestione di un albo fornitori digitale il carico di lavoro, pur risultando nell’arco dell’intero processo ben inferiore a quello che si registra in una gestione cartacea o con un livello basso di dematerializzazione, presenta qualche elemento di preoccupazione nella fase di inserimento dei dati. In questa fase sono coinvolti entrambi gli attori della relazione cliente/fornitore: l’impresa cliente deve controllare e verificare (e in alcuni casi anche inserire) i dati di centinaia o migliaia di fornitori; l’azienda fornitrice deve inserire e aggiornare sistematicamente i propri dati nell’albo di ciascuno dei propri clienti, ripetendo l’operazione con modalità diverse in assenza di standard riconosciuti e applicati.

 

Limitare la richiesta di dati da inserire e trattare manualmente e reperirli automaticamente da altre fonti dove questi siano già disponibili, diventano imperativi irrinunciabili. La tecnologia dell’eProcurement può già rispondere positivamente attraverso gli strumenti di accesso automatico in cloud a information provider o a agenzie di rating per condividere informazioni quali dati aziendali, dati economico finanziari dedotti e documentati da bilanci certificati, dati ausiliari quali indicatori di solidità finanziaria, analisi della composizione societaria, connessioni e partecipazioni con altre società, evidenza di negatività che impattano sulla solidità e sulla reputazione dell’azienda, e così via. Questi dati entrano automaticamente in modo strutturato nell’albo, sono immediatamente disponibili per la loro fruizione e liberano così sia il fornitore dall’onere dell’inserimento manuale sia, essendo già certificati, il professionista dell’ufficio acquisti dall’onere della verifica, analisi e valutazione.

Anche l'attività di monitoraggio dei comportamenti e delle prestazioni dei fornitori attivi può essere snallita se si raccolgono periodicamente dagli information provider dati aggiornati su bilancio, indicatori finanziari, eventuali cambi di assetto societario e informazioni su sopravvenute positività o negatività.

 

Ufficio acquisti al bivio

Alla luce delle tecnologie oggi disponibili, la gestione documentale tradizionale oggi rimane senza dubbio un processo irrazionale: scrivere, stampare, firmare, vidimare, spedire, fotocopiare/scansionare, archiviare, recuperare un documento cartaceo sono tutte attività che non solo richiedono tempo e risorse, ma sono anche soggette a tassi di errore elevati.  La digitalizzazione dell'intero ciclo dell’ordine - contando i risparmi di manodopera, carta, costi di trasmissione e spazio (di stoccaggio dei documenti) – permette di ridurre il costo di gestione dell’intero ciclo dall’84% del settore materiali edili al 67% del farmaceutico, passando dall’82% nei settori materiali elettrici e largo consumo, all’80% nella produzione di elettrodomestici, secondo stime degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano con le rispettive associazioni di settore.

L’eProcurement insomma semplifica le attività dell’ufficio acquisti, consentendo anche alle microimprese di gestire agevolmente l’intero processo di acquisto di beni e servizi dalla nascita della richiesta o fabbisogno, passando attraverso la negoziazione o gara telematica, fino alla formalizzazione del servizio e relativo ordine-fattura.

I sistemi di approvvigionamento elettronico aiutano i responsabili degli uffici acquisti in tutte le fasi organizzative, dalla selezione, qualificazione e valutazione dei migliori fornitori per la propria azienda all’applicazione corretta di tutti gli aspetti legali necessari alla definizione di contratti di acquisto completi, dalla classificazione, razionalizzazione e definizione degli obiettivi economici e operativi legati alle aspettative delle funzioni interne dell’azienda, alla definizione di un processo di acquisto ideale per la propria azienda. Le procedure di eProcurement, infatti, permettono di valorizzare il patrimonio fornitori lungo tutto il processo di approvvigionamento: assicurando la tracciabilità dell’intero iter di approvvigionamento (dalla prima ricerca di beni/servizi fino alla stipula del relativo contratto), garantiscono una completa visibilità in ogni fase della relazione e migliorano così l’intera gestione acquisti.

I 6 buoni motivi sul perché utilizzare al meglio ERP in Cloud by luca nogara

  1. Mette ordine al tuo lavoro e semplifica l'emissione delle fatture
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  4. Permette al tuo commercialista di accedere direttamente alle tue informazioni e ridurre cosi la possibilità di errori legati allo scambio delle informazioni
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