Sistemi Informativi

Che cos'è il Software-Defined Storage e perché cambia il significato alla governance /  by luca nogara

 

Virtualizzare informati, abbandonando la complessità dell'hardware per scegliere la via del software (e degli hypervisor). Nel caso della Storage Area Network l'approccio software-defined garantisce una scalabilità on demand e semplifica la gestione, offrendo una grande semplicità di utilizzo, flessibilità di implementazione e backup ottimizzati

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Parte integrante del DNA informatico aziendale, lo storage non riguarda soltanto la memorizzazione dei dati ma anche e soprattutto le logiche di archiviazione e di accesso sottese. A ben guardare, infatti, sono queste ultime a caratterizzare le varie epoche dello storage e il relativo impatto sui data center. Così se ieri il tormentone dei CIO erano le attività di BackUp, oggi le LOB (line of business) si ritrovano in vario modo a parlare di Big Data Management. Ma più ancora che la quantità di dati da dover gestire, la sfida è orientarsi nel mare magnum delle opzioni tecnologiche oggi a disposizione delle aziende.

 

Dai sistemi a nastro a quelli su disco, magnetici e ottici, dall'Object Storage Deviceall'approccio Solid State Drive basato su un uso intelligente della memoria Flash fino ad arrivare allo Storage Software Defined, le tecnologie di memorizzazione diversificano gli orizzonti dello sviluppo. Cosa cambia dall'una all'altra? In primis i tempi di latenza nell'accesso ai dati memorizzati. L'indisponibilità di un'informazione, nell'era del time to market, non è mai un buon indicatore di servizio per un data center. In pratica, non serve avere un ottimo sistema di archiviazione in termini di capacità e di sicurezza se poi i tempi di accesso alle informazioni sono lunghi.

Il mantra dello storage? Un'informazione veloce

La responsabilità cruciale degli IT manager aziendali è diventata saper gestire e distribuire con efficienza applicazioni e dati. Come? Là dove serve, garantendo anche performance di fruizione accettabili a seconda delle diverse tipologie di utenti, che sono in numero maggiore (addetti interni, mobile worker, utenti finali) rispetto a prima e che, grazie a una mobilità pervasiva e a una maggior disponibilità di banda, si connettono praticamente sempre e ovunque.

Risolvere lo storage e velocizzare i processi di archiviazione e di recupero dei dati, significa analizzare le infrastrutture esistenti e decidere il tipo di tecnologia da utilizzare, stabilendo il criterio con cui è possibile gestire ambienti fisici e ambienti virtuali in maniera assolutamente dinamica, a seconda delle esigenze. Capire quali sono i dati più richiesti in modo da impostare una prioritizzazione intelligente non è mai banale e gli strumenti automatici aiutano non poco a stabilire i criteri più adeguati.

Collaboration, Cloud ed ERP "unificato": le tre priorità dei CPO nel 2016 /  by luca nogara

Mentre il Procurement è conservatore per natura, il mondo delle imprese continua a evolversi trainata dall'innovazione tecnologica. La funzione acquisti è oggi chiamata a una scelta: essere modellata da questi cambiamenti o esserne partecipe in modo proattivo. Una survey di Procurement Leaders su 400 Responsabili Acquisti analizza i trend in atto

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Gli ingranaggi del sistema di Procurement tendono a girare lentamente e i nuovi trend rilevati non sempre hanno effetto immediato. È un mondo a due velocità in cui difficilmente si riesce a stare al passo con la digital transformation.

Il 2016 probabilmente non sarà un anno di rivoluzione, ma di cambiamento graduale e continuativo. Anche perchè ancora si riscontra una certa riluttanza ad adottare nuovi strumenti tecnologici all’interno della funzione acquisti. Per fortuna i CPO, pur con un atteggiamento conservatore, sono tra i principali sponsor dell’innovazione, se introdotta gradualmente. Chiaramente un simile atteggiamento può essere penalizzante per le aziende, che rischiano di perdere terreno rispetto ai competitor che giocano con convinzione la partita dell’innovazione.

Per capire meglio gli impatti che la trasformazione digitale ha sul processo di acquisto,Procurement Leaders ha condotto una survey su oltre 400 CPO e Responsabili Acquisti, per comprendere quale impatto hanno i nuovi trend tecnologici.

Innanzitutto è emerso che le aree di maggior interesse riguardano la gestione nei sistemi informativi dei processi di collaborazione, i sistemi ERP e il Cloud Computing.

FINANZIAMENTI PER LE AZIENDE /  by luca nogara

Nel 2013 con il “Decreto del fare”, nel 2015 all’interno della “Legge di stabilità” e ora con un decreto attuativo del 25 gennaio 2016, la norma “Beni strumentali – Nuova Sabatini” è alla sua terza edizione.

 

 

Si tratta di un’agevolazione introdotta dal Governo con il fine di stimolare la ripresa economica e che prevede la concessione di finanziamenti alle PMI per investimenti in beni strumentali d’impresa, tra cui anche hardware e software gestionale. A garanzia dei finanziamenti, che le imprese possono richiedere a banche o a società di leasing, vi è un plafond costituito presso la Cassa Depositi e Prestiti – CDP , nonché un contributo da parte del Ministero dello sviluppo economico. 

In ragione del suo indubbio successo, lo strumento è stato riproposto anche per il 2016 con pubblicazione su Gazzetta Ufficiale del D.I. 25 gennaio 2016, cioè del decreto attuativo delle misure di accesso al credito, che stabilisce anche le modalità di concessione ed erogazione delle agevolazioni.

PRINCIPALI NOVITÀ 2016 PER ACCEDERE AI FINANZIAMENTI

Tra le novità introdotte dalla Sabatini ter c’è innanzitutto la semplificazione delle modalità di accesso ai contributi.

La norma prevede infatti che i contributi a favore delle PMI possano essere concessi anche a fronte di finanziamenti erogati da banche e da società di leasing a valere su una provvista diversa dall’apposito plafond della CDP.

 In tal modo le aziende potranno scegliere la tipologia di finanziamento che presenta le condizioni più favorevoli.

 

ALTRE NOVITÀ IMPORTANTI DELL’ITER DA SEGUIRE SONO:

  1. la previsione di un’unica richiesta di prenotazione del contributo, da effettuarsi entro il 6 di ogni mese a cura di istituti di credito e/o società di leasing, direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico - MISE, che ha il compito di verificare la disponibilità dei fondi
  2. compete solamente al legale rappresentante dell’impresa sottoscrivere la dichiarazione di ultimazione dell’investimento e la richiesta di erogazione della prima quota del contributo
  3. la revoca del contributo in caso di mancato rispetto dei termini - che si devono considerare perentori - relativi all’ultimazione dell’investimento e di trasmissione della richiesta di erogazione della prima quota.

Il finanziamento bancario o in leasing finanziario, cui è subordinato il riconoscimento del contributo da parte del Ministero, deve essere deliberato entro il 31 dicembre 2016 da una banca/intermediario finanziario aderente alla convenzione.

Si ricorda, infine, che le domande per l’accesso al credito possono essere presentate a decorrere dal prossimo 2 maggio 2016